(Da Wikipedia: Teatro Polivalente Occupato)
Il 6 novembre 1995 alcuni gruppi artistici, in particolare teatranti, occuparono un teatro parte del complesso dell'Accademia di Belle Arti di Bologna in via Irnerio, dando vita al Teatro Polivalente occupato. L'edificio, di proprietà del Ministero delle Finanze in corso di trasferimento all'Accademia delle Belle Arti, era stato progettato e costruito nei primi anni 1960 per divenire un teatro, ma non era mai stato completato ed utilizzato.
Gli occupanti eseguirono autonomamente i lavori di adattamento realizzando uno spazio che avrebbe ospitato negli anni seguenti innumerevoli esperienze artistiche (oltre agli spettacoli teatrali da segnalare importanti rassegne di musica jazz), laboratori di produzione artigianale e realtà politiche. Tra i gruppi più significativi che si stabilirono al Tpo vi furono la sezione locale della rete zapatista ¡Ya basta! ed il nodo principale di Indymedia Italia.
Negli anni seguenti iniziarono le trattative con l'amministrazione comunale per il trasferimento del Tpo ad altra sede. Nel 2000 si trovò un accordo per l'assegnazione temporanea dell'ex Euraquarium di via Lenin, struttura di ben 6500 m2 ma posta in un quartiere periferico. Il 21 agosto 2000 venne sgomberato lo spazio in via Irnerio, ufficialmente per motivi di agibilità della struttura, e poco dopo con un grande corteo i collettivi presero possesso della nuova struttura.
Il nuovo Tpo si avvicinò progressivamente negli anni successivi al movimento definito delle Tute bianche e poi dei Disobbedienti, divenendone uno dei centri più rilevanti. Il 25 gennaio 2001 i militanti del centro sociale diedero vita ad una manifestazione contro il Centro di permanenza temporanea in via di apertura in via Mattei. Si tenne un grosso presidio con la partecipazione di militanti di tutti i movimenti radicali bolognesi che si concluse con lo "smontaggio" dello stesso. In seguito all'invasione della struttura ed agli scontri seguiti alle diverse cariche della polizia furono rinviate a giudizio 47 persone, tra cui: alcuni esponenti dell'area dei Disobbedienti come Luca Casarini, Carlo Bottos, Domenico Mucignat e Gianmarco De Pieri; il segretario bolognese di Rifondazione Comunista Tiziano Loreti ed altri esponenti del suo partito, l'assessore Antonio Amorosi ed alcuni esponenti dei Verdi con accuse di diverso grado, da "manifestazione non autorizzate ad invasione di edificio" a "danneggiamento". Il processo è attualmente ancora nella fase di apertura del dibattimento (marzo 2008). Il 20 febbraio 2002 anche il Tpo fu coinvolto nelle maxi-perquisizioni e sequestri di materiali informatici operati dalla polizia presso le "sedi" di Indymedia e nel giugno dello stesso anno ospitò l'edizione del 2002 dell'Hackmeeting.
In seguiti a molteplici dissidi che si protraevano da anni alcune delle componenti del centro si sciolsero o abbandonarono la struttura. Tra questi i gruppi H20, Sexi shock, alcuni collettivi teatrali ed altri gruppi politici. Nel frattempo proseguirono le trattative per l'assegnazione comunale di una nuova sede, avviate già a partire dal trasferimento "provvisorio" in via Lenin con la giunta Guazzaloca e poi continuate con quella Cofferati, alla sola area facente riferimento dei Disobbedienti che era rimasta nello spazio. Nell'autunno del 2007 si trovò un accordo per la cessione in affitto per otto anni di una struttura appartenuta alle Ferrovie dello Stato in via Casarini, decisamente più piccola dell'ex Euraquarium ma posta in una zona centrale di Bologna, ed in novembre ci fu il trasferimento.
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